Pellicola alimentare biologica

Ecco la pellicola proteggi-alimenti biologica e commestibile

Una pellicola naturale per proteggere gli alimenti ottenuta attraverso scarti di altri alimenti. Al CNR Isafom, l’Istituto per i Sistemi Agricoli e FOrestali del Mediterraneo di Catania, ci stanno riuscendo con la pectina, che si estrae dalle bucce delle arance e il chitosano, presente nei gusci dei gamberetti.

Le due sostanze, trattate dai ricercatori siciliani in collaborazione con il Disba del CNR, hanno dato la possibilità di creare una pellicola naturale che avvolge il cibo e gli possibilità di aumentare la vita post-raccolta di circa il doppio.

Il metodo è semplice: gli alimenti da conservare si immergono in una soluzione di acqua, acido citrico che svolge funzione di antiossidante, pectina o chitosano o entrambe le sostanze. Una volta che il cibo è asciutto, si crea un film trasparente che lo protegge per diversi giorni.

Il team ha voluto provare a testare questa bio-pellicola su due prodotti tipici italiani: cuori di carciofo e fichi d’India, proprio perchè per consumarli bisogna privarli dell’involucro esterno, accelerandone la deperibilità. La bio-pellicola riduce il contatto con l’esterno senza eliminare lo scambio.

Protetti dalla nuova pellicola i cuori di carciofo sono durati tra i 24 e i 26 giorni contro un massimo di 12 garantiti da normali pellicole di plastiche, mentre i fichi d’India sono ancora buoni dopo 12 giorni di “avvolgimento” nella bio-pellicola.

Il dubbio è, ovviamente, quando arriverà sul mercato? Al momento la congiuntura economica, dichiarano i ricercatori, non è del tutto favorevole. Il prodotto con la bio-pellicola verrebbe a costare dal 20 al 25 % in più. Ridurrebbe però tanti fattori di spesa, uno dei quali è l’inquinamento prodotto dalle attuali pellicole per alimenti.




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