Il biologico conviene?

In un’epoca nella quale si avverte sempre più il bisogno di un’alimentazione sana e che rispetti l’ambiente naturale dove viene prodotta, e dove le opportunità di consumare biologico aumentano esponenzialmente, viene spontaneo domandarsi se convenga o meno alimentarsi bio.
Innanzitutto, per fare chiarezza sulla questione, è necessario comprendere che il cibo biologico -quello cioè tradizionalmente coltivato e prodotto senza l’ausilio di pesticidi, che rispetta la naturale fertilità del suolo e l’ecosistema, usando ad esempio metodi naturali per scacciare i parassiti- non è dal punto di vista nutrizionale superiore rispetto a quello “tradizionale”.
Con ciò si intende che il cibo biologico non contiene più vitamine rispetto a quello non bio, ne più proteine o meno grassi, anche se si è rilevata una percentuale maggiore di fosforo o di acidi grassi omega nei primi. Risultati non dissimili sono stati ottenuti per quanto concerne la carne, ma vale la pena sottolineare che in questo caso quella non biologica conteneva tre batteri in grado di resistere ad antibiotici, un dato abbastanza inquietante.
Per quanto riguarda la frutta e la verdura, due alimenti per i quali va sempre più diffondendosi l’agricoltura biologica, non presentano differenze nutrizionali degne di rilievo, al di là di una significativa percentuale di assenza di pesticidi.
Ma neppure questo dato basterebbe da solo a giustificare la scelta di alimentarsi solo con cibo biologico, in quanto il cibo “tradizionale” comunque contiene pesticidi sotto il livello consentito per salvaguardare la sicurezza umana.
I dati in questione provengono dalla ricerca di medici, esperti e nutrizionisti dell’Università di Stanford, in California, e sono stati pubblicati sulla rivista medica Annals of Internal Medicine. Per poter giungere alle conclusioni illustrate, il dottor Bravata ha ripassato gli annali della letteratura medica e ha monitorato l’alimentazione di alcune popolazioni.
Ma quindi il cibo biologico presenta o no qualche caratteristica per la quale valga la pena di essere scelto?
Indubbiamente l’agricoltura e l’allevamento biologico offrono dei vantaggi che vanno al di là di un risultato nutrizionale qualitativamente migliore: ad esempio, un approccio alla terra rispettoso dei suoi ritmi e che non utilizza velenosi pesticidi, l’allevamento non intensivo che tutela sia l’ambiente che l’animale, il controllo accurato sui singoli prodotti, il non utilizzo di coloranti e di sostanze artificiali per rendere il prodotto esteticamente gradevole…
Il risultato di questa maniacale attenzione per il dato naturale ha però il suo prezzo, e anche abbastanza salato: è noto infatti che i prodotti biologici hanno un prezzo superiore, che non tutti possono (o possono sempre) permettersi, specialmente in tempi di crisi economica.
Anche il cibo biologico, quindi, si trova sulla bilancia: dove tenda di più l’ago, sta alle valutazioni stesse dei consumatori, e non solo riguardo ad un fattore di salute, ma perfino economico




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